Storia
Fossombrone
Città dalle antiche origini romane, dove storia, arte, natura ed enogastronomia si coniugano sapientemente in un territorio ricco di boschi e vigneti, punteggiato di piccoli borghi, rimasti intatti nel tempo.
Fossombrone, immersa in un paesaggio incontaminato è da sempre legata al suo fiume, il Metauro, con il Ponte della Concordia, grande “occhio” simbolo della città, ad unirne le sponde. Un fiume custode di un luogo incantato, le Marmitte dei Giganti, dove l’acqua si fa artefice di uno spettacolo unico, fatto di canyon e cavità rocciose, di una natura rigogliosa e millenaria, che in estate è possibile ammirare dall’interno con percorsi a piedi e in kayak. Un bosco di grandi dimensioni, la foresta delle Cesane, posta a circa 700 metri sul livello del mare, regala una vista mozzafiato sulle colline circostanti e la possibilità di svariati percorsi nel verde per il trekking e la bike.
In città, da Corso Garibaldi, asse portante della città e cuore commerciale, si sale per vie e vicoli del centro storico, fino a raggiungere la Corte Alta, la sede ducale che dall’alto domina un mare di tetti rossi, anima antica della città. Quattro musei con testimonianze che dall’età del bronzo conducono fino all’arte del novecento, offrono una scelta culturale fuori dal comune.
San Venanzio
Solo salendo in cima alla collina, dominata dall’antichissima Pieve di San Venanzio risalente almeno all’anno mille, si può godere pienamente di uno spettacolo unico. Da un lato la vallata del Metauro, dove lo sguardo può spaziare fino al mare, dall’altro lato le alte colline dell’Appennino spezzate dalle inconfondibili pareti rocciose della gola del Furlo che lascia scorgere il monte Nerone e, più in lontananza, dai Sassi Simone e Simoncello.
Questo territorio dove i boschi si alternano a campi, uliveti e vigne è un luogo magico. Da quassù si domina la città di Fossombrone e l’antica via Flaminia e sicuramente la sua posizione sopraelevata ha fatto si che fosse prediletta anche in epoche lontanissime, viste le tracce di ville di epoca romana e reperti che a volte affiorano durante la lavorazione dei campi.
La chiesa di San Venanzio con alcune costruzioni adiacenti, oggi perfettamente restaurate, poste sopra un poggio, hanno l’aspetto di un piccolo borgo e aggiungono una suggestiva nota di ulteriore fascino al luogo.

fondatore dell’azienda, acquistò il podere di San Venanzio, pagandolo 20.000 £. A stipulare l’atto fu il Notaio Cesarini, grande collezionista d’arte, la cui casa museo oggi è un importante luogo cultuale del nostro territorio (
presero le orme del padre e continuarono a coltivare il fondo, acquisendo anche il podere di San Lazzaro.
Fu quindi Franco che affidò la gestione aziendale alla moglie Maria Luisa Grestini che a tutt’oggi ne è la titolare.
